adult adhd self-report scale (asrs-v 1.1) - checklist dei sintomi

(Adler, L., Kessler, R.C., Spencer, T., 2003)

Obiettivo principale

Valutare la possibilità che vi siano deficit di attenzione ed iperattività (ADHD). Per la valutazione del deficit esistono diverse versioni e si rimanda al clinico la scelta della scala più adeguata.

Descrizione

Gli items presenti nella check-list sono stati formulati prendendo in considerazione i criteri proposti dal DSM-IV-TR per la diagnosi di ADHD. 

Per l’assessment viene utilizzata solo la prima parte del test (Parte A), composto da sei domande. Il soggetto dovrà rispondere alle affermazioni utilizzando una scala a 5 punti che va da “Mai” a “Molto spesso” posizionandosi in quello che più descrive il suo punto di vista rispetto all’affermazione data.

Tempi richiesti

5 minuti

Materiali

- Test
- Penna

Metodo

La somministrazione del test deve essere svolta individualmente, all’interno di una stanza silenziosa, senza fonti di distrazione così da permettere al soggetto testato di riporre la massima attenzione sul compito.

Scoring

Per la valutazione sarà necessario considerare le risposte date che ricadono all’interno della cosiddetta “zona critica” (caselle più scure) per ogni item. Se vengono date 4 o più risposte che ricadono all’interno della zona, allora si concluderà che il soggetto adulto presenta sintomi altamente collegati a problematiche di ADHD. In questi casi saranno necessari ulteriori approfondimenti su questo aspetto (DIVA; Kooij, 2013;Kooij et al., 2010, 2012).

Note

Il facilitatore spiega al soggetto testato che le risposte devono riferirsi alla sua esperienza di vita generale, e non specifica nel contesto carcerario. 
Dovrà inoltre specificare che all’interno del test non esistono risposte giuste o sbagliate.

Manuale per l'assessment degli autori di reato sessuale
Manuale per l'assessment degli autori di reato sessuale
Guida pratica e test allegati
A cura di: Maura Garombo, Massimo Bartoli, Maria Grazia Cuneo, Martina Orengo, Paola Gatta, Lucilla Urso, Antonella Contarino, Marcello Paltrinieri , Alessandra Agostini Ferretti , Marco Corica, Carlo Rosso Il Manuale è stato formulato sulla base del Northumbria Programme elaborato da: Gail McGregor, Roger Kennington, Maggie Dodds, Don Grubin del National Probation Service di Newcastle UK. Il termine risk assessment riassume in letteratura un concetto estremamente complesso ossia la valutazione del rischio di recidiva. Quando i media divulgano, spesso con grande enfasi, le violenze e gli abusi in ambito sessuale, per sentire comune gli unici strumenti di difesa funzionali ad arginare il crimine, i danni e le conseguenti sofferenze sembrano essere la carcerazione o addirittura la castrazione chimica. Gli aggressori sessuali sono percepiti come individui che, in virtù delle loro azioni antisociali hanno perso il diritto di essere considerati parte della comunità . A ragione di ciò, l’idea di fornire una possibilità di riabilitazione agli aggressori sessuali e cioè qualcosa che ha in sè valore, in genere non risulta accettabile per la sensibilità comune e politica. L’unica spesa tollerabile, oltre la carcerazione, è la cancellazione della sessualità dell’aggressore. In realtà questo aggressivo nichilismo terapeutico è sorretto dall’errata convinzione che per tali persone non esistano trattamenti efficaci e non sia possibile stilare valutazioni rispetto alla probabilità di recidiva. Tutto ciò costituisce un pregiudizio che ignora i recenti progressi della ricerca e ostacola le sue applicazioni clinico-terapeutiche. Quando si parla di fattori di rischio, si fa riferimento ad eventi o condizioni associate ad un incremento della probabilità di manifestazioni antisociali o delinquenziali che influenzano l’onset o insorgenza antisociale, la frequenza, la prevalenza, la persistenza e la durata di una carriera criminale. Tali fattori, possono strutturare processi psicologici e comportamentali i cui effetti possono manifestar-si in un arco di tempo differente a seconda delle persone, del periodo dello sviluppo e del contesto.