INTRODUZIONE

Questo manuale è figlio di un desiderio. Il desiderio di condividere, con i colleghi operanti nel settore dei comportamenti sessuali abusanti, le competenze essenziali per attuare un programma di trattamento intensivo avente come orizzonte ambizioso quello di promuovere la resilienza e aprire nuove prospettive esistenziali a chi ha offeso l’altrui e propria vita. Abbiamo dei padri e siamo orgogliosi di riconoscere che noi non saremmo in assenza del loro desiderio che ci ha introdotto nella selva del trattamento dei “mostri”. I loro nomi sono Martin Kafka, Don Grubin, Roger Kennigton e Gail McGregor. Loro erano negli anni 2000 i leader del programma di trattamento Northumbria per gli autori di reato sessuale attivatosi a Newcastle già nell’ultimo ventennio del secolo appena trascorso. A Newcastle siamo stati loro allievi, poi colleghi e poi anche amici. Indimenticabili certe cene dove i confronti sui punti critici o meno limpidi del trattamento si stemperavano in divertenti motteggi sino a confluire nel delta della condivisione delle incertezze della vita. Ai figli il compito di crescere e ai padri di lasciarli volare via, è ciò accadde e non solo in metafora: coltivavamo il desiderio di essere dei degni eredi, di provare ad andare oltre al loro insegnamento, in una parola gettare il seme del trattamento nella terra non arata del nostro territorio. Così provammo a fare e questo manuale è uno dei prodotti del nostro impegno culturale e professionale di quel tempo. Questi è certo un figlio del Northumbria Sexual Offender Programme ma ne è un figlio cresciuto e forgiatosi nel ruvido confronto con la realtà culturale e istituzionale italiana. Con soddisfazione lo rendiamo disponibile oggi sulla piattaforma della Società Italiana di Psicopatologia Sessuale con la speranza di poter a nostra volta essere un po’ padri per qualche giovane collega che si voglia cimentare nell’impresa del trattamento degli autori di reato sessuale. Per certo saremo criticati, ma quale padre non lo è? Anzi forse proprio la critica è una certificazione di paternità. 


Prof. Carlo Rosso 

Presidente SISPSe

La storia

La Società Italiana di Sessuologia Clinica e Psicopatologia Sessuale (SISPSe) è una società scientifica costituitasi in Torino nel gennaio 2001. La SISPSe ha consolidate radici cliniche e scientifiche, rappresentate dall'attività svolta nel campo in oggetto da professionisti e da organizzazioni clinico-scientifiche quali l'Unità di Sessuologia Clinica e Psicopatologia Sessuale della Clinica Psichiatrica Universitaria dell'Ospedale S. Luigi Gonzaga (Orbassano-Torino) e l'A.R.Se.P. (Associazione per la Ricerca Sessuologica in Psichiatria) che, costituitesi nel corso dell'ultimo decennio del secolo XX, hanno operato clinicamente e scientificamente in ambito torinese e regionale. Lo stratificarsi progressivo di queste molteplici esperienze ha costituito il fondamento culturale e motivazionale dei fondatori della società che, mossi dal desiderio di promuovere e articolare il discorso sulla sessualità nella prassi psichiatrica, hanno ritenuto di aver uno strumento di maggiore efficacia se i loro sforzi fossero stati profusi all'interno di un coordinamento societario avente un respiro nazionale. Così è nata, dalla passione e dall'esperienza, la SISPSe. 

Una delle aree di intervento teorico e clinico in cui ha operato la SISPSe è quella del comportamento sessuale non controllato. Questa area clinica identificata nei contributi teorici e clinici moderni come sexual addiction, sexual compulsivity, hypersexuality e paraphilia related disorders, costituisce un’area della psicopatologia sessuale ancora oggi abbastanza misconosciuta nella realtà italiana. Lo sviluppo di conoscenze e competenze in questo ambito ha stimolato la costruzione di contatti con studiosi del settore. Tra questi, quello con il Prof. Martin Kafka, psichiatra della Harvard University of Boston, è stato il più fecondo da un punto di vista scientifico, didattico e umano ed ha favorito lo sviluppo di una rete di relazioni internazionali che ha contribuito alla crescita culturale della società. 

In occasione dell’ottavo congresso dell’International Association for the Treatment of Sexual Offender (IATSO) tenutosi ad Atene nel 2004, il prof. Rosso e la dott.ssa Garombo incontrano per la prima volta di persona il prof. Kafka. Durante un colloquio a margine dei lavori congressuali è proprio il prof. Kafka che suggerisce di riflettere sull’opportunità di sviluppare per il contesto italiano un programma di trattamento per autori di reato sessuale. Indica nel prof. Grubin, docente di psichiatria forense ed esperto nel trattamento dei “sexual offender” in Inghilterra, un possibile tutor e referente in merito al progetto. A tale scopo viene inaugurata una terza task force della Società che dallo stesso anno inizia ad operare per quanto necessario ad approntare un programma di trattamento intramurario a beneficio di soggetti autori di reato sessuale. Nel 2006 viene organizzato in Torino un primo convegno dedicato al problema degli autori di reato sessuale: “Sexual offender: il ruolo degli operatori della salute mentale nella gestione e nel trattamento del Sexual offender”. Convegno a cui gli stessi Martin Kafka e Don Grubin partecipano come relatori. In questa sede si concorda un soggiorno di studio presso la NorthUmbria University di New Castle e il collegato Probation Service al fine di perfezionare la conoscenza e i metodi operativi del NorthUmbria Sexual Offender Programme. 

Nel febbraio del 2008 una delegazione della SISPSe tra cui il prof. Carlo Rosso e la dott.ssa Maura Garombo, partecipano ad una esperienza formativa intensiva presso la NorthUmbria University dove si sono acquisite le nozioni e le competenze per inaugurare uno dei primi programmi di trattamento intramurario per autori di reato sessuale in Italia. Inizia così una prima attività formativa destinata agli operatori dell’amministrazione penitenziaria sul tema degli autori di reati sessuali presso la Casa Circondariale di Saluzzo. Nel 2009 il progetto di trattamento per autori di reato sessuale denominato “Oltre il Muro” è favorevolmente accolto dal Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP) del Piemonte e della Valle d’Aosta e, nell’anno seguente, viene inaugurato presso la Casa Circondariale di Vercelli. Il programma è tuttora attivo, grazie al supporto di Enti e Fondazioni che hanno reso possibile la continuità di questo ambizioso progetto di trattamento psicoterapeutico degli autori di reato sessuale. 


Questo manuale, pertanto, nasce dal desiderio di trasmettere un modello di trattamento per i soggetti che hanno commesso reati sessuali, frutto di un’esperienza attuata dalla Società Italiana di Psicopatologia Sessuale (SISPSe) a partire dal 2009 presso la sezione per autori di reato sessuale della Casa Circondariale di Vercelli. Tale esperienza ha permesso lo sviluppo di un programma di trattamento di ispirazione cognitivo-comportamentale. Il manuale, rivisitato a partire dall’esperienza inglese, è stato formulato sulla base della normativa italiana, si adatta sia al trattamento intramurario, sia territoriale e tiene conto delle caratteristiche del nostro ordinamento giudiziario e penitenziario. Il lavoro ha l’obiettivo di porsi come una guida pratica per i professionisti che si confrontano con “l’impresa” di realizzare un trattamento per soggetti il cui sintomo, spesso, appartiene alla loro economia di godimento e, pertanto, così difficile da trattare. Il manuale propone un programma strutturato, dettagliato e scandito lungo la giornata, che indaga i fattori di rischio dinamici che sono alla base del comportamento d’abuso. Per ogni fattore dinamico sono fornite schede di lavoro con indicazioni delle fasi, tempi, materiali, tecniche da utilizzare nel lavoro individuale o di gruppo, nonché note per attenzionare i professionisti circa le criticità che possono insorgere nel lavoro terapeutico. 

Il manuale, inoltre, viene pubblicato a seguito dell’uscita del manuale di assessment, contenuto nella nostra libreria digitale. La continuità tra i manuali di trattamento è un elemento chiave per garantire un approccio integrato ed efficace. Nella descrizione fornita, si sottolinea la prosecuzione dal manuale di assessment al futuro manuale di prevenzione della recidiva. Questa sequenza mira a garantire una coerenza nell'approccio, coprendo valutazioni intellettive, neuropsicologiche e psicodiagnostiche, fino alla gestione del rischio di recidiva e dell'indice di devianza. La coerenza tra queste fasi può contribuire a un trattamento più completo e personalizzato.

Manuale di trattamento
Manuale di trattamento
Per gli autori di reato sessuale
A cura di: Maura Garombo, Antonella Contarino, Fedrik Bordino, Carlo Rosso il Manuale è stato formulato sulla base del Northumbria Programme elaborato da: Gail McGregor, Roger Kennington, Maggie Dodds, Don Grubin del National Probation Service di Newcastle UK. Questo manuale nasce dal desiderio di trasmettere un modello di trattamento per i soggetti che hanno commesso reati sessuali, frutto di un’esperienza attuata dalla Società Italiana di Psicopatologia Sessuale (SISPSe) a partire dal 2009 presso la sezione per autori di reato sessuale della Casa Circondariale di Vercelli. Tale esperienza, iniziata dopo un periodo di formazione presso l’Unità di Medicina Legale della Newcastle University con il Prof. Grubin e con la supervisione del Prof Kafka della Harvard University, ha permesso lo sviluppo di un programma di trattamento di ispirazione cognitivo-comportamentale, che in Inghilterra è attuato da oltre 30 anni.  Il manuale, rivisitato a partire dall’esperienza inglese, è stato formulato sulla base della normativa italiana, si adatta sia al trattamento intramurario, sia territoriale e tiene conto delle caratteristiche del nostro ordinamento giudiziario e penitenziario. Il lavoro ha l’obiettivo di porsi come una guida pratica per i professionisti che si confrontano con “l’impresa” di realizzare un trattamento per soggetti il cui sintomo appartiene alla loro economia di godimento e, pertanto, così difficile da trattare. Il manuale propone un programma strutturato, dettagliato e scandito lungo la giornata di trattamento, basato sui fattori di rischio dinamici che sono alla base del comportamento d’abuso. Per ogni fattore dinamico sono fornite schede di lavoro con indicazioni delle fasi, tempi, materiali, tecniche da utilizzare nel lavoro individuale o di gruppo, nonché note per attenzionare i professionisti circa le criticità che possono insorgere nel lavoro terapeutico.