IL PROGRAMMA DI TRATTAMENTO

Descrizione

Il programma “Oltre il Muro” costituisce un riadattamento del Northumbria Sex Offender Programme, elaborato dal National Probation Service di Newcastle (UK), a partire dalla fine degli anni ’80. Successivamente, tale programma si è diffuso a tutto il Regno Unito, diventando uno stimolo allo sviluppo di molti programmi europei ed extraeuropei di lingua inglese. 

La versione italiana del Northumbria Programme è stata elaborata dalla S.I.S.P.Se (Società Italiana di Sessuologia Clinica e di Psicopatologia Sessuale) a seguito di un training effettuato in Inghilterra, attraverso un costante lavoro di confronto con i colleghi inglesi, che hanno messo a disposizione le loro linee guida ed il materiale di assessment. Il programma è destinato ad una utenza di autori di reati sessuali di nazionalità italiana e non, condannati per differenti tipologie di reati sessuali. 

Il programma prevede un percorso terapeutico, condotto da operatori specializzati, in un setting di gruppo e di un supporto individuale parallelo. Quest’ultimo viene intrapreso per gestire difficoltà non affrontabili in un lavoro di gruppo. 


Il programma si compone di tre fasi: il “gruppo di trattamento”, il “gruppo prevenzione della recidiva”, infine ci sarà un “gruppo di supporto” a lungo termine, opzionale, disponibile per coloro che hanno completato il programma principale.
Questo manuale si occuperà della prima fase.


Il programma utilizza un approccio di tipo cognitivo-comportamentale, è destinato a maschi adulti, già condannati per un crimine sessuale contro adulti o bambini, di cui si è precedentemente valutata la percentuale di rischio di recidiva ed il profilo di devianza e che presentano una funzionalità intellettiva tale da garantire la comprensione dei compiti. In letteratura, i pedofili sono considerati a basso rischio di recidiva e bassa devianza, e gli stupratori e altre tipologie di aggressori sessuali sono considerati a basso rischio e a bassa necessità di sostegno individuale. Pertanto, lo staff dovrà valutare sulla base dell’assessment effettuato, in quale fase del programma inserire il soggetto. 


Il “gruppo di trattamento” è un programma ciclico diviso in 2 o 3 blocchi, composto da 6 sessioni. Al termine del secondo blocco si effettua la rivalutazione del rischio di recidiva (valutazione oggettiva) e sulla base di questa, alcuni partecipanti potranno essere inseriti nel gruppo di prevenzione della recidiva. Gli altri completeranno il terzo blocco. Qualora lo staff lo ritenga opportuno, la rivalutazione potrà essere effettuata, per alcuni partecipanti, anche al termine del primo blocco. Tra il secondo ed il terzo blocco potranno essere inseriti nuovi partecipanti che hanno concluso la fase di valutazione.

La composizione del gruppo può essere più o meno numerosa, anche se si consiglia un minimo di 6 ed un massimo di 10 aggressori sessuali. 


Ogni blocco, rivolto ad una media di 8 partecipanti, consiste di 6 sessioni con incontri a frequenza settimanale, della durata di 6 ore. L’intero programma è costituito da 2 blocchi da 36 ore ciascuno, per un totale di 72 ore. Aumentando il numero dei partecipanti, potrebbe essere necessario aggiungere una sessione fino ad un massimo di 144 ore totali. I blocchi sono separati da un intervallo di circa 2 settimane. Intervalli più lunghi non sono consigliati in quanto si va incontro al rischio di perdere i benefici del trattamento e la coesione del gruppo. 

Questo gap permette ai case managers di avere dei feedback da parte del personale dell’Amministrazione carceraria, di valutare la necessità di un lavoro individuale o concordare, con le altre Agenzie territoriali, altri tipi d’intervento. La sessione di gruppo consiste di un mix di lavoro individuale, di lavoro tematico e di riconoscimento e gestione dei fattori di rischio dinamici. La scelta di esercizi tematici specifici da parte dei facilitatori del gruppo dipenderà dai bisogni individuali emersi all’interno di ogni blocco, ma includerà esercizi relativi alle 5 aree che compongono i fattori di rischio dinamici. 


Il programma di prevenzione delle ricadute è destinato ad uno numero chiuso di partecipanti, a cui si accede dopo il completamento del gruppo di trattamento. Il gruppo di supporto è opzionale. Esso fornisce un’opportunità a coloro che sentono la necessità di un supporto a lungo termine. Consiste in incontri quindicinali o mensili ed è aperto a coloro che hanno precedentemente completato tutto l’iter del programma. La durata di partecipazione è fisiologica alla motivazione dei soggetti che vi aderiscono.

Trattamento di gruppo, lavoro parallelo e gruppo prevenzione recidiva

Prima dell’inserimento nel programma è solitamente necessario che l'autore di reato effettui un lavoro preparatorio a scopo motivazionale, nonché valutare la capacità di lavorare in gruppo. Inoltre è di fondamentale importanza valutare il livello di recidiva ed approfondire le caratteristiche personologiche dell’aggressore. Pertanto al momento dell’inizio del programma, lo staff disporrà di un quadro complessivo, soprattutto rispetto ai fattori di rischio dinamico-stabile e dinamico acuto, in modo da orientare il trattamento. Tutto ciò risulta essere particolarmente importante se il soggetto manifesta alti livelli di ansia o altri problemi psicologici/psichiatrici, problematiche di tipo sociale, abusi personali irrisolti o, quando sono presenti, specifici deficit di consapevolezza. In questi casi potrebbero essere necessari interventi individuali, da realizzare prima del trattamento di gruppo. 


Durante il programma di trattamento potrebbe inoltre manifestarsi la necessità di un supporto per la gestione di particolari situazioni emozionali, o di un lavoro individuale che approfondisca particolari aree tematiche di lavoro (lavoro parallelo). Tali interventi possono essere gestiti da operatori appartenenti alla stessa équipe di trattamento, oppure facendo riferimento a psicologi ed educatori della struttura carceraria oppure operatori dei servizi territoriali. 


L’assessment, al termine del programma, è finalizzato a mettere in evidenza gli eventuali progressi ottenuti e l’opportunità del passaggio alla fase successiva (Gruppo Prevenzione delle Ricadute), nonché individuare le aree ancora deficitarie e ripetere parte del programma di gruppo, e/o definire un programma di lavoro individuale. Questa possibilità prevede in alcuni casi interventi individuali per la rielaborazione di traumi irrisolti emersi durante il ciclo di trattamento. I nostri professionisti, infatti, realizzano interventi di EMDR, tecnica di elezione per far fronte a tali problematiche. Coloro che per varie motivazioni dovessero assentarsi nel corso del programma dovranno comunque recuperare il lavoro perso, concordando le modalità con lo staff.

Struttura e contenuti del programma ciclico

La struttura del gruppo, successivamente alla prima fase, può variare in quanto potrebbe comprendere la partecipazione di aggressori sessuali che, a seguito dell’assessment finale del programma, necessitano di un ulteriore lavoro. Pertanto, il gruppo si comporrà di partecipanti con diversi livelli di esperienza. Gli scopi di questa struttura sono: 

  • promuovere l’incremento della responsabilità personale incoraggiando l’”appartenenza” al gruppo ed alle sue regole da parte dei nuovi partecipanti, grazie al coinvolgimento dei partecipanti esperti. Questo fornisce anche l’opportunità di un ulteriore sviluppo delle capacità già emerse;
  • promuovere l’apprendimento sequenziale e spaziale basato sul modello dell’acquisizione di appropriate capacità cognitive, emotive e comportamentali da parte dei partecipanti più esperti e dallo staff;
  • fornire un supporto ai bisogni individuali attraverso la riproposizione di un lavoro sequenziale con ulteriori esercizi tematici;
  • fornire l’opportunità ai partecipanti “anziani” di rivedere e rinforzare aspetti centrali del loro trattamento, anche attraverso le risposte personali fornite dai partecipanti più giovani;
  • consentire un’integrazione del lavoro già effettuato rispetto ai fattori di rischio dinamici.
Ogni sessione di lavoro, compatibilmente con l’organizzazione della sezione, inizia alle 9,00 e finisce alle 15,00, con un breve intervallo mattutino e una pausa pranzo di 45 minuti. Le pause, ove possibile, sono parte integrante del programma, condivise tra i partecipanti e lo staff, per promuovere la coesione del gruppo e lo sviluppo di capacità interpersonali e sociali. Il contenuto del programma consiste di un mix di esercizi introduttivi (esercizi finalizzati, nel rispetto delle caratteristiche di ogni sessione, a sviluppare un clima positivo di lavoro e favorire le dinamiche di gruppo), esercizi individuali svolti all’interno del gruppo (esercizi per supportare i partecipanti nell’identificarsi rispetto ai fattori di rischio dinamici) ed esercizi tematici (esercizi che aiutano i partecipanti a cambiare e/o gestire i fattori di rischio). Nel primo giorno di ogni blocco si intraprendono esercizi introduttivi per facilitare l’ingresso dei nuovi partecipanti e per favorire la coesione del gruppo. 

Il progresso individuale, all’interno di ogni blocco, si valuta attraverso l’uso di brevi esercizi di assessment. Ulteriori dettagli sugli strumenti di valutazione e dei relativi metodi sono recuperabili all’interno del manuale sull'Assessment.

Risorse

Il gruppo necessita di uno spazio tale che i partecipanti possano sedersi in semi-cerchio. La stanza dovrebbe essere abbastanza ampia da ospitare circa 12 persone (partecipanti e staff), per consentire a tutti di guardarsi l’un l’altro e per poter utilizzare (tutti) gli eventuali ausili visivi. Lo spazio deve essere adeguato anche per effettuare quegli esercizi che necessitino il movimento dei partecipanti o di role-playing, senza dover utilizzare una stanza differente. 


Ulteriori considerazioni saranno necessarie qualora il gruppo includa partecipanti con bisogni particolari (es. inabilità fisiche o cultura limitata). Questo potrebbe condurre ad un incremento nei tempi di esecuzione di alcuni esercizi, ad un’assistenza extra che deve essere fornita dai facilitatori del gruppo o all’adattamento di alcuni dei materiali descritti. Lo staff dovrebbe considerare questi problemi nel momento in cui pianifica le sessioni prima di ogni blocco. 


Ogni partecipante verrà fornita una cartella di lavoro individuale, nella quale sono inseriti fogli di lavoro ed altri materiali. Questa cartella deve essere disponibile in ogni sessione del gruppo per poter accedere ad esercizi già effettuati. La cartella di lavoro individuale accompagnerà ogni partecipante durante tutto il suo percorso. 


Alcuni esempi di fogli di lavoro, proposti in questo manuale, non sono utilizzabili per il gruppo in quanto contengono elementi di guida per lo staff, non rilevanti per i partecipanti (es. diario/fogli dei compiti, i fogli di lavoro di Finkelhor, i fogli sui vantaggi e sugli svantaggi). Lo staff deve assicurarsi che vi siano le copie di tutti i fogli di lavoro pronte prima di ogni sessione, nonché costruire un file separato in cui tenere il materiale da utilizzare.

Stile di condotta

Lo staff dovrebbe aver familiarità con il modello di cambiamento descritto nel nostro manuale aggressori sessuali, la comprensione empirica del comportamento abusante (Rosso, Garombo, Furlan) e deve aver effettuato un training specifico sullo stile di condotta relativo al programma. Esso includerà:

  • il modello di comportamento più appropriato,
  • il rinforzo dei cambiamenti positivi,
  • la responsabilità nei confronti dei diversi stili di apprendimento e motivazionali dei Mkz IMKpartecipanti,
  • la flessibilità nell’affrontare le diverse offese e i diversi tipi di aggressori sessuali,
  • l’uso di metodi di apprendimento specifici. 


Aspetti organizzativi dello staff 

Il programma prevede tempi organizzativi di discussione dei contenuti delle singole giornate da effettuarsi all’inizio di ogni incontro di gruppo (30 minuti). Inoltre, tutto lo staff deve incontrarsi al termine di ogni giornata per discutere ciò che è emerso durante le esercitazioni, valutare e programmare l’eventuale necessità di supporto per alcuni partecipanti, condividere i propri vissuti inerenti al gruppo (60-90 minuti). 

Tali incontri sono una parte integrante del programma.

Note relative agli esercizi


Flessibilità 

Il programma è stato predisposto per essere utilizzabile con un ampio range di autori di reati sessuali (es. pedofili, esibizionisti e stupratori) e pertanto gli esempi utilizzati dallo staff, quando intraprendono determinati esercizi all’interno di un blocco, dovrebbero riflettere i fattori di rischio e i tipi di offesa dei partecipanti, all’interno di quello specifico blocco. Allo stesso tempo, il modo in cui gli esercizi vengono introdotti e affrontati dovrebbe riprendere le diverse tipologie di reato messe in atto dai partecipanti del gruppo. Il bisogno di tale flessibilità è messo in evidenza dal lavoro di Eldridge (1998), Thornton (2000), Hanson (2000) e Ward e Hudson (2000).


Tempi degli esercizi 

Nella descrizione di ogni esercizio è inclusa una stima del tempo necessario alla sua esecuzione. La durata, però, è flessibile e lo staff deve tener conto, quando pianifica il lavoro del gruppo, delle differenze tra i partecipanti, nel rispetto degli stili e dei tempi di apprendimento, dello stadio di completamento del lavoro da parte del gruppo nel suo complesso, di precedenti esperienze di apprendimento e di particolari necessità relative ai fattori di rischio. Tutto ciò è importante per ognuno degli esercizi descritti, ma in particolare, per la sezione relativa al funzionamento sociale e alla gestione della propria vita. Lo staff deve quindi dedicare un tempo adeguato per la pratica di nuove abilità e strategie di coping, tenendo a mente le differenze individuali e i deficit possibili. 


Tecniche di role play 

Molti degli esercizi elencati nella sezione del lavoro tematico utilizzano una varietà di tecniche di role play e di sculture. Gli esercizi sono usati per supportare i componenti del gruppo ad accedere alle loro risposte emotive, a sviluppare e rinforzare le loro risposte empatiche nei confronti degli altri. In quanto tali, gli esercizi possono provocare reazioni emotive forti da parte di alcuni partecipanti, sia durante il lavoro, sia successivamente. Pertanto, lo staff coinvolto nella stesura del programma dovrebbe avere buona familiarità con i metodi descritti, valutare la possibilità di pianificare un tempo maggiore, disporre di letteratura sul tema e avvalersi di un training, se necessario. Il processo di pianificazione per le sessioni di gruppo, nelle quali vengono usati questi esercizi, dovrebbero includere l’attenta considerazione del tipo di ruolo da assegnare ai partecipanti e la disponibilità di un supporto additivo, nel caso in cui questo fosse necessario. Ciò potrebbe avere delle ripercussioni sulle risorse di tempo e dello staff. Occorre, pertanto, valutare bene l’utilizzo di tali tecniche, in particolare in una prima fase del programma.

Come usare questo manuale

I cinque tipi di esercizi del programma (introduttivi, di gruppo, di assessment, di lavoro personale e di lavoro tematico) sono distribuiti secondo una logica temporale in accordo alla loro funzione. Gli esercizi tematici sono raggruppati in un’unica sezione in modo da organizzare il lavoro a seconda delle necessità del gruppo. Ogni sezione è preceduta da un razionale, a cui seguono gli esercizi individuali elencati usando un format standard (obiettivo principale, ulteriori obiettivi raggiungibili, tempo richiesto, materiali, metodi e note dei facilitatori). Tutti gli esercizi vengono impiegati all’interno delle differenti fasi del programma. Lo schema del programma fornisce una visione globale, indicativa, dell’organizzazione del blocco e del momento in cui i diversi tipi di esercizi sono inseriti all’interno del blocco stesso. 


Nella sezione relativa al lavoro tematico, composta dai 4 fattori di rischio dinamici, lo staff seleziona gli esercizi a seconda dei bisogni che emergono all’interno del gruppo.

La normativa italiana (a cura di Marco Corica)

Nell'ordinamento italiano, fino al 1996 il reato di abuso sessuale ai danni di un minore era previsto dall'art. 519 comma 2 del codice penale. Con la legge del 15 Febbraio 1996 n. 66 sono state apportate in Italia, in tema di violenza sessuale, innovazioni concettuali e processuali. Una delle novità più significative della riforma è riconducibile alla scelta di qualificare la violenza sessuale come un reato contro la persona e non più contro la moralità pubblica e il buon costume. La libertà sessuale, intesa come diritto di disporre liberamente della persona propria sotto il profilo sessuale, diviene il bene giuridico tutelato. 


Il Legislatore ha ampliato la categoria dei delitti contro la persona inserendo nel Titolo XII (dei Delitti contro la Persona), Capo III, Sezione I (dei Delitti contro la libertà Individuale), quattro nuove fattispecie delittuose poste a tutela di quel particolare aspetto della libertà individuale che è la libertà sessuale (cfr. art. 609 e ss. cp.). 


Nelle Norme contro la violenza sessuale, si è disposta l'abrogazione integrale della disciplina previgente e si è delineata una nuova normativa intitolata "Atti sessuali con minorenne" (per distinguere i casi in cui il minore abbia prestato il suo consenso da quelli in cui vi è stata vera e propria costrizione), aggiungendo al codice penale i seguenti articoli: 

  • art. 609 bis: Violenza sessuale 
  • art. 609 ter: Circostanze aggravanti (della violenza sessuale) 
  • art. 609 quater: Atti sessuali con minorenne (minore dell'età del consenso, che varia a seconda dei casi) 
  • art. 609 quinquies: Corruzione di minorenne 
  • art. 609 sexies: Ignoranza dell'età della persona offesa 
  • art. 609 septies: Querela di parte 
  • art. 609 novies: Pene accessorie e altri effetti penali 
  • art. 609 decies: Comunicazione al tribunale per i minorenni 


Successivamente è stata emanata la legge 269/1998, Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù che ha introdotto nel codice penale gli articoli: 

  • art. 600 bis: Prostituzione minorile 
  • art. 600 ter: Pornografia minorile 
  • art. 600 quater: Detenzione di materiale pornografico (minorile) 
  • art. 600 quinquies: Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile 


La legge 269/1998 è stata aggiornata dalla legge n. 38 del 2 marzo 2006 (38/2006), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 2006, recante titolo: "Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet" (legge che modifica la precedente normativa in particolare adeguandola ai recenti accordi internazionali e alla decisione quadro europea). Le principali novità hanno riguardato: 

  • inasprimento delle pene
  • ampliamento della nozione di pornografia minorile e del suo ambito 
  • modifica dell'art. 600 bis del codice penale (prostituzione minorile): viene punito chi compie atti sessuali, in cambio di denaro o di altra utilità, con minori di età compresa tra i 14 e i 18 anni (precedentemente l’età era compresa tra i 14 e i 16 anni) 
  • obbligo per i tour operator che organizzano i viaggi di inserire in modo evidente, sui cataloghi e sui documenti forniti agli utenti, la dicitura: "la legge italiana punisce con la reclusione i reati concernenti la prostituzione e la pornografia minorile, anche se commessi all'estero"
  • introduzione della pornografia minorile virtuale. Le pene previste (dagli art. 600 ter e 600 quater del codice penale) per i reati di pornografia minorile si possono applicare – seppure diminuite di un terzo – anche alle immagini virtuali. Per immagini virtuali si intendono quelle realizzate ritoccando foto di minori o parti di esse "con tecniche di elaborazione grafica (...) la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali"
  • agevolazione dell'attività degli inquirenti attraverso la possibilità di arresto in flagranza di reato per l'acquisto o la cessione di materiale pornografico minorile anche virtuale. L'arresto è facoltativo e può essere deciso in base alle quantità e alla qualità del materiale reperito. 
  • introduzione tra le pene accessorie dell'interdizione perpetua da qualsiasi incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, negli uffici o nelle strutture, pubbliche o private, frequentate prevalentemente da minori. 


Il concetto di atto sessuale costituisce una delle più importanti innovazioni apportate alla nuova normativa. La precedente disciplina era, infatti, focalizzata sulla distinzione tra coniugazione carnale (intesa come qualsiasi forma di compenetrazione corporale che consentiva il coito o un equivalente abnorme di esso) ed atti di libidine violenti (intesi come ogni forma di contatto corporeo diversa dalla penetrazione che, per le modalità con cui si svolgeva, costituiva in equivoca manifestazione di ebbrezza sessuale). La suddetta distinzione creava diversi problemi in sede di accertamento della qualità dell’atto compiuto, costringendo, peraltro, la vittima a sopportare ulteriori indagini intrusive implicanti nuove forme di sofferenza e stress. Tali accertamenti non sono più necessari alla luce della nuova disciplina, considerando il carattere onnicomprensivo di atto sessuale. È stata, infatti, introdotta l’idea che l’atto sessuale, nella forma di violenza, non possa più essere misurato sulla base delle porzioni del corpo coinvolte e delle modalità della condotta, focalizzando invece l’attenzione prevalentemente sull’offesa alla dignità e alla libertà personale dell’individuo (Gulotta & Cordovana, 2002). 


Infine, sulla G.U. del 25 luglio 2019 è stata pubblicata la Legge 19 luglio 2019, n. 69 (recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”) denominata “Codice Rosso”. Il testo include incisive disposizioni di diritto penale sostanziale, così come ulteriori di indole processuale. Tra le novità in ambito procedurale, è previsto uno sprint per l’avvio del procedimento penale per alcuni reati: tra gli altri maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, con l’effetto che saranno adottati più celermente eventuali provvedimenti di protezione delle vittime. 

La polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato, riferisce immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale; il pubblico ministero, nelle ipotesi ove proceda per i delitti di violenza domestica o di genere, entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, deve assumere informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato. Il termine di tre giorni può essere prorogato solamente in presenza di imprescindibili esigenze di tutela di minori o della riservatezza delle indagini, pure nell’interesse della persona offesa; gli atti d’indagine delegati dal pubblico ministero alla polizia giudiziaria devono avvenire senza ritardo. É stata, inoltre, modificata la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, nella finalità di consentire al giudice di garantirne il rispetto anche per il tramite di procedure di controllo attraverso mezzi elettronici o ulteriori strumenti tecnici, come l’ormai più che collaudato braccialetto elettronico. Il delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi viene ricompreso tra quelli che permettono l’applicazione di misure di prevenzione. Nel codice penale la legge in questione inserisce ben 4 nuovi reati: 1) il delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate (cd. revenge porn), punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euro: la pena si applica anche a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video, li diffonde a sua volta per provocare un danno agli interessati. La condotta può essere commessa da chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, diffonde, senza il consenso delle persone interessate, immagini o video sessualmente espliciti, destinati a rimanere privati. La fattispecie è aggravata se i fatti sono commessi nell’ambito di una relazione affettiva, anche cessata, ovvero mediante l’impiego di strumenti informatici. 2) il reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, sanzionato con la reclusione da otto a 14 anni. Quando, per effetto del delitto in questione, si provoca la morte della vittima, la pena è l’ergastolo;3) il reato di costrizione o induzione al matrimonio, punito con la reclusione da uno a cinque anni. La fattispecie è aggravata quando il reato è commesso a danno di minori e si procede anche quando il fatto è commesso all’estero da o in danno di un cittadino italiano o di uno straniero residente in Italia; 4) violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, sanzionato con la detenzione da sei mesi a tre anni. 


Si accrescono le sanzioni già previste dal codice penale: il delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi, da un intervallo compreso tra un minimo di due e un massimo di sei anni, passa a un minimo di tre e un massimo di sette; lo stalking passa da un minimo di sei mesi e un massimo di cinque anni a un minimo di un anno e un massimo di sei anni e sei mesi; la violenza sessuale passa da sei a 12 anni, mentre prima andava dal minimo di cinque e il massimo di dieci; la violenza sessuale di gruppo passa a un minimo di otto e un massimo di 14, prima era punita col minimo di sei e il massimo di 12. 

Questo, pertanto, il contesto legislativo da tenere in considerazione quando si analizzano le sentenze riguardanti i partecipanti ai gruppi di trattamento.

Manuale di trattamento
Manuale di trattamento
Per gli autori di reato sessuale
A cura di: Maura Garombo, Antonella Contarino, Fedrik Bordino, Carlo Rosso il Manuale è stato formulato sulla base del Northumbria Programme elaborato da: Gail McGregor, Roger Kennington, Maggie Dodds, Don Grubin del National Probation Service di Newcastle UK. Questo manuale nasce dal desiderio di trasmettere un modello di trattamento per i soggetti che hanno commesso reati sessuali, frutto di un’esperienza attuata dalla Società Italiana di Psicopatologia Sessuale (SISPSe) a partire dal 2009 presso la sezione per autori di reato sessuale della Casa Circondariale di Vercelli. Tale esperienza, iniziata dopo un periodo di formazione presso l’Unità di Medicina Legale della Newcastle University con il Prof. Grubin e con la supervisione del Prof Kafka della Harvard University, ha permesso lo sviluppo di un programma di trattamento di ispirazione cognitivo-comportamentale, che in Inghilterra è attuato da oltre 30 anni.  Il manuale, rivisitato a partire dall’esperienza inglese, è stato formulato sulla base della normativa italiana, si adatta sia al trattamento intramurario, sia territoriale e tiene conto delle caratteristiche del nostro ordinamento giudiziario e penitenziario. Il lavoro ha l’obiettivo di porsi come una guida pratica per i professionisti che si confrontano con “l’impresa” di realizzare un trattamento per soggetti il cui sintomo appartiene alla loro economia di godimento e, pertanto, così difficile da trattare. Il manuale propone un programma strutturato, dettagliato e scandito lungo la giornata di trattamento, basato sui fattori di rischio dinamici che sono alla base del comportamento d’abuso. Per ogni fattore dinamico sono fornite schede di lavoro con indicazioni delle fasi, tempi, materiali, tecniche da utilizzare nel lavoro individuale o di gruppo, nonché note per attenzionare i professionisti circa le criticità che possono insorgere nel lavoro terapeutico.