QUINTO GIORNO

  Programma quinto giorno

ESERCIZIO INTRODUTTIVO   


Obiettivo principale

Valutare l’attuale stato d’animo di ogni individuo, analizzando eventuali problematiche emerse dopo l’ultima sessione di gruppo. È importante che lo staff sia consapevole dell’esistenza di tali problemi fin dall’inizio della giornata, in quanto essi potrebbero avere un impatto sui processi e sulle dinamiche di gruppo.


Ulteriori obiettivi


  • Costruire un clima di fiducia nell’esprimere le proprie opinioni

  • Sviluppare le capacità di ascolto

  • Recuperare e mettere in pratica risposte empatiche adeguate

  • Identificare eventuali problemi da comunicare e condividere all’interno dello staff, al fine di facilitare il risk management


Tempo richiesto

Approssimativamente 15 minuti 


Metodo

All’inizio di ogni sessione uno dei facilitatori chiede, a turno, ad ogni partecipante di riportare e descrivere brevemente ogni difficoltà emersa dopo l’ultima sessione di gruppo.


Note per i facilitatori 

  • Potrebbe essere utile una breve discussione tra i partecipanti, se i facilitatori lo ritengono appropriato.
  • Questo esercizio non dovrebbe impegnare troppo tempo, dal momento che i componenti del gruppo potrebbero strumentalizzarlo  per evitare il lavoro su di sé e portare l’attenzione altrove. I facilitatori potrebbero aver bisogno di interrompere la discussione per evitare che si discutano temi non inerenti agli obiettivi del gruppo.

Affrontare e controllare la Fantasia


Obiettivo principale

Aiutare i partecipanti a comprendere che è possibile controllare le loro fantasie ed individuare a tal fine delle strategie. 


Ulteriori obiettivi

  • Mettere in pratica e rinforzare le capacità di problem solving

  • Presentare ai partecipanti una serie di metodi da utilizzare per rinforzare il controllo

  • Permettere ai partecipanti di considerare la necessità di un ulteriore lavoro individuale 


Tempi richiesti 

75 minuti


Materiali 

  • Cartellone

  • Carta e penna

  • Foglio di lavoro relativo ai segnali fisici

  • Diario delle fantasie


Metodo

Il gruppo viene diviso in due piccoli sottogruppi. Si dà un foglio ciascuno e si chiede di compilare una lista di che cosa è bene “fare” e “non fare” in relazione alle fantasie sessuali. L’intero gruppo discute successivamente gli elenchi prodotti, inclusi i vantaggi e gli svantaggi di ogni strategia. 


Esempio:

FARE: fare qualcos’altro - distrarsi, stoppare la fantasia - pensare alle conseguenze peggiori, pensare ad altre cose, ricordare le vittime, tirarsi fuori dalle situazioni di rischio, condividerlo con qualcuno (es. facilitatori, psicologo, educatore, assistente sociale), chiedere aiuto. 


NON FARE: masturbarsi, usare la pornografia, dare spazio alle emozioni negative, es. Senso di solitudine e noia, stare nelle situazioni che potrebbero innescare fantasie inadeguate. 


Si utilizza la lista dei segnali fisici e si evidenziano nell’elenco dei “FARE” due segnali di avvertimento, rilevanti per la loro offesa. A questo punto ogni partecipante deve individuare i vantaggi e gli svantaggi di usare le strategie elencate, per far fronte a segnali di avvertimento simili in futuro. Si chiede, inoltre, di identificare quali ulteriori strategie potrebbero risultare utili per loro. 

Queste saranno allora discusse e commentate. Si dovrebbe sottolineare che esiste un’ampia gamma di strategie e che ognuno può utilizzare quelle che sente più utili per sè, ma che sono comunque tutte importanti per gestire le fantasie inadeguate e usarle nelle diverse situazioni. 


Note per i facilitatori

  • I facilitatori devono assicurarsi che i partecipanti individuino delle soluzioni realistiche e che tutti i partecipanti propongano almeno una strategia positiva (alcuni individui tenderanno a focalizzarsi più sugli svantaggi di ogni strategia). Dal momento che la fantasia e i problemi di eccitamento sono idiosincratici, i facilitatori dovrebbero assicurarsi che le strategie di coping individuate siano utili e adeguate per ogni individuo. 

Esercizi di chiusura della sessione 

Obiettivo principale

Valutare l’impatto della sessione sui singoli partecipanti


Ulteriori obiettivi

  • Fornire un clima che faciliti la chiusura del gruppo. Es. evitare che i partecipanti  lascino il gruppo in preda a forti stati emotivi, che potrebbero non essere in grado di gestire

  • Facilitare le capacità di ascolto

  • Sviluppare capacità empatiche  

  • Consentire allo staff di verificare se durante il percorso sono stati raggiunti gli obiettivi.


Metodo

Un facilitatore del gruppo chiede ad ogni partecipante, a turno, di descrivere le cose che essi hanno appreso dal lavoro fatto, le emozioni registrate durante la giornata, i loro attuali stati d’animo e se ci siano delle azioni specifiche che pensano di intraprendere la settimana successiva. 


Note per i facilitatori 

  • Alcuni individui potrebbero aver bisogno di un supporto ulteriore o direttamente alla fine della sessione (fine giornata)  o attraverso un supporto offerto in un altro momento (es. dal case manager o da referenti di altri servizi per l’intervento aggiuntivo). Questo potrebbe rendersi necessario a seguito di sentimenti emersi attraverso un esercizio specifico o dall’individuazione di difficoltà nel corso delle varie sessioni, che non sembrano ancora risolte. (Es.:ansia, umore depresso, rabbia ed impulsi sessuali).

  • I facilitatori del gruppo devono mettere in atto interventi specifici interventi di sostegno, qualora si individuino dei fattori di rischio. Sarà pertanto utile il confronto con  altre figure professionali coinvolte nel progetto (educatori del carcere, personale sanitario, volontari) e, qualora lo staff lo ritenga utile al processo di cambiamento, richiedere un colloquio con la famiglia.

  Allegato 2 - Affrontare e controllare la Fantasia

Manuale di trattamento
Manuale di trattamento
Per gli autori di reato sessuale
A cura di: Maura Garombo, Antonella Contarino, Fedrik Bordino, Carlo Rosso il Manuale è stato formulato sulla base del Northumbria Programme elaborato da: Gail McGregor, Roger Kennington, Maggie Dodds, Don Grubin del National Probation Service di Newcastle UK. Questo manuale nasce dal desiderio di trasmettere un modello di trattamento per i soggetti che hanno commesso reati sessuali, frutto di un’esperienza attuata dalla Società Italiana di Psicopatologia Sessuale (SISPSe) a partire dal 2009 presso la sezione per autori di reato sessuale della Casa Circondariale di Vercelli. Tale esperienza, iniziata dopo un periodo di formazione presso l’Unità di Medicina Legale della Newcastle University con il Prof. Grubin e con la supervisione del Prof Kafka della Harvard University, ha permesso lo sviluppo di un programma di trattamento di ispirazione cognitivo-comportamentale, che in Inghilterra è attuato da oltre 30 anni.  Il manuale, rivisitato a partire dall’esperienza inglese, è stato formulato sulla base della normativa italiana, si adatta sia al trattamento intramurario, sia territoriale e tiene conto delle caratteristiche del nostro ordinamento giudiziario e penitenziario. Il lavoro ha l’obiettivo di porsi come una guida pratica per i professionisti che si confrontano con “l’impresa” di realizzare un trattamento per soggetti il cui sintomo appartiene alla loro economia di godimento e, pertanto, così difficile da trattare. Il manuale propone un programma strutturato, dettagliato e scandito lungo la giornata di trattamento, basato sui fattori di rischio dinamici che sono alla base del comportamento d’abuso. Per ogni fattore dinamico sono fornite schede di lavoro con indicazioni delle fasi, tempi, materiali, tecniche da utilizzare nel lavoro individuale o di gruppo, nonché note per attenzionare i professionisti circa le criticità che possono insorgere nel lavoro terapeutico.