SESTO GIORNO

  Programma sesto giorno

ESERCIZIO INTRODUTTIVO   


Obiettivo principale

Valutare l’attuale stato d’animo di ogni individuo, basandosi su qualsiasi problema che potrebbe essere sorto dall’ultima sessione di gruppo. È importante che lo staff sia consapevole dell’esistenza di tali problemi fin dall’inizio della giornata, in quanto essi potrebbero avere un impatto sui processi e sulle dinamiche di gruppo.


Ulteriori obiettivi

  • Costruire un clima di fiducia nell’esprimere le proprie opinioni

  • Sviluppare le capacità di ascolto

  • Recuperare e mettere in pratica risposte empatiche adeguate

  • Identificare eventuali problemi da comunicare e condividere all’interno dello staff al fine di facilitare il risk management


Tempo richiesto

Approssimativamente 15 minuti 


Metodo

All’inizio di ogni sessione uno dei facilitatori chiede, a turno, ad ogni partecipante di riportare e descrivere brevemente ogni difficoltà emersa dopo l’ultima sessione di gruppo.


Note per i facilitatori 


  • Potrebbe essere utile una breve discussione tra i partecipanti, se i facilitatori lo ritengono appropriato.

  • Questo esercizio non dovrebbe impegnare troppo tempo, dal momento che i componenti del gruppo potrebbero strumentalizzarlo  per evitare il lavoro su di sé e portare l’attenzione altrove. I facilitatori potrebbero aver bisogno di interrompere la discussione per evitare che si discutano temi non inerenti agli obiettivi del gruppo.

Relazioni sociali

Questo esercizio può essere usato anche negli esercizi introduttivi, ma non durante le prime fasi del lavoro di gruppo per evitare che i partecipanti mettano in atto meccanismi difensivi e rinforzino di conseguenza le loro distorsioni. È possibile modificare il focus dell’esercizio per promuovere un apprendimento sequenziale, il rinforzo della comprensione emotiva e dell’impegno ad evitare la recidiva. Se utilizzato in uno stadio avanzato del programma l’esercizio può essere usato in modo più provocatorio.  


Obiettivo principale

Consentire ai partecipanti di avere una mappa cognitiva ed emotiva della propria rete sociale.  


Ulteriori obiettivi

  • Consentire ai partecipanti di valutare la propria rete sociale ed affettiva

  • Consentire ai partecipanti di riconoscere quanto si sentano inseriti nel contesto sociale.


Tempo richiesto

45 minuti  


Materiali

  • Cartellone 

  • carta/penne/cartelline individuali

  • Scheda individuale in appendice 


Metodo 

Uno dei facilitatori propone l’esercizio e chiede ad uno dei partecipanti di disegnare sul cartellone 5 cerchi concentrici e dividerli in quattro aree che saranno denominate: familiari, amici, conoscenti, operatori dei servizi.

Ogni partecipante dovrà riprodurre lo stesso grafico su un proprio foglio di lavoro.

È possibile anche consegnare un foglio di lavoro prestampato, qualora in gruppo siano presenti soggetti con scarse competenze (vedi allegato).

Ogni partecipante dovrà inserire al centro dei cerchi il proprio nome e per ognuna delle quattro aree indicare il nome delle persone sulla base della vicinanza emotiva. 

Uno dei facilitatori chiede di collegare tra di loro i nominativi sulla base della conoscenza reciproca in modo che si crei una rete più o meno fitta di relazioni.

L’altro facilitatore propone una discussione in merito rimandando l’importanza della rete sociale in cui ognuno di noi è inserito e dei rapporti sociali. 

Ogni partecipante discute il proprio lavoro in gruppo e i temi comuni vengono scritti sul cartellone.

È possibile chiedere ai partecipanti di fare questo lavoro durante la settimana e di iniziare poi con la presentazione, oppure potrà essere richiesto loro di completarlo. Ogni aggiunta dovrà essere presentata al gruppo. I fogli completati sono archiviati nelle cartelline personali. 


  Allegato 2 - DIAGRAMMA RETE SOCIALE

Valutazione degli obiettivi di lavoro realizzati


Obiettivo principale 

Consentire ai partecipanti di valutare gli obiettivi di lavoro raggiunti sulla base di quanto individuato come target di lavoro il primo giorno di trattamento.


Ulteriori obiettivi

  • Consentire ai partecipanti di riflettere sul lavoro svolto

  • Consentire ai partecipanti di sviluppare un rapporto franco con se stessi

  • Rinforzare l’impegno al lavoro successivo


Tempo richiesto

15 minuti 


Materiali

  • Cartellina

  • Foglio di lavoro sugli obiettivi identificati il primo giorno

  • Nuovo foglio di lavoro/penne

  • Cartellone


Metodo

  • Si distribuisce ai partecipanti una scheda di lavoro per la verifica degli obiettivi indicati all’inizio del trattamento e si chiede di riflettere sui quesiti e di darsi delle risposte. Quando tutti i partecipanti avranno completato il lavoro si chiede di recuperare dalla cartellina personale il foglio di lavoro su cui erano stati definiti, inizialmente, gli obiettivi di lavoro e di fare un confronto. 

  • I partecipanti devono comprendere che con questo esercizio hanno la possibilità di focalizzarsi sul proprio percorso, di valutare quanto è stato effettuato e quali obiettivi rimangono da raggiungere. 

  • Ogni partecipante dovrà condividere le proprie riflessioni con il resto del gruppo e il gruppo è chiamato ad esprimere considerazioni in termini costruttivi.

  • Una copia del foglio di lavoro sarà ritirata dallo staff ed utilizzata per la programmazione del secondo blocco.


Note ai facilitatori

  • I facilitatori dovrebbero enfatizzare che lo scopo dell’esercizio è quello di considerare sia i problemi offesa-specifici che quelli generali (es. apprendere nuove capacità e nuovi modi per avvicinarsi agli altri), nonché stabilire i propri obiettivi di cambiamento.

  • Il focus principale di discussione dovrebbe essere quello del “cambiamento avvenuto o non avvenuto” .

  Allegato 3 - COSA HO RAGGIUNTO ATTRAVERSO IL GRUPPO

VALUTAZIONE DEL RISCHIO 3

Obiettivo principale

Rivalutare la consapevolezza individuale del rischio 


Ulteriori obiettivi

  • Valutare il livello di maturazione e consapevolezza raggiunto attraverso il lavoro della settimana precedente

  • Identificare le aree di ulteriore lavoro richiesto dai partecipanti

  • Incoraggiare l’auto-monitoraggio dei livelli di rischio e una comprensione sul fatto che un confronto efficace può ridurre il rischio

  • Far si che ogni partecipante sia consapevole, attraverso i feedback dei suoi compagni, delle loro prospettive e del loro livello di rischio 

  • Sviluppare e praticare le capacità di ascolto e assertività, nonché di risposta empatica.


Tempo richiesto

75-90 minuti  


Materiali

  • Cartellone della Valutazione del Rischio 

  • Post-it per ogni individuo (su cui devono scrivere il nome


Metodo 

Ogni partecipante a turno dovrà procedere ad una nuova valutazione del rischio di recidiva andando a riposizionare il post-it con il suo nome sul cartellone. Uno dei facilitatori legge i commenti registrati nel primo esercizio. Ogni partecipante deve identificare nel dettaglio le ragioni del suo posizionamento e spiegarle al gruppo.

Si chiede ad ogni partecipante del gruppo se è d’accordo o meno e di esplicitare le  sue motivazioni.

Al termine della discussione si chiede all’individuo di posizionare l’etichetta come dettato dal consenso del gruppo. Si rimanda la possibilità di rivedere la propria posizione ogni qualvolta un partecipante lo ritenga necessario.


Note ai facilitatori

  • I facilitatori dovrebbero creare un’atmosfera di “sfida supportiva” all’interno del gruppo e rinforzare questo comportamento nei partecipanti. Questo potrebbe aiutare i facilitatori ad essere espliciti circa la loro visione di rischio individuale. I partecipanti potrebbero aver bisogno di ricordare che lo scopo del lavoro è quello di aiutare gli individui a valutare il loro rischio in modo realistico ed identificare le aree che devono essere oggetto di ulteriore cambiamento. 

  • Il lavoro potrebbe appesantirsi se uno, o più individui, ha difficoltà a comprendere la prospettiva degli altri, oppure se è eccessivamente difeso circa la propria posizione. Ciò potrebbe richiedere un supporto per ridurre la tensione. 

  • I facilitatori dovrebbero cercare di assicurarsi che gli individui siano in grado di giustificare la loro decisione e che non siano semplicemente influenzati dagli altri e/o dal bisogno di conformarsi a ciò che sentono come positivo, oppure che la scelta sia determinata da deficit di consapevolezza. Attraverso il confronto all’interno del gruppo i partecipanti possono raggiungere una maggiore consapevolezza del loro livello di rischio e quindi manifestare un “peggioramento” posizionandosi ad un livello apparentemente più alto di rischio, rispetto al primo esercizio. Ciò necessiterà di spiegazione e supporto da parte dei facilitatori.  

  • L’esercizio potrebbe identificare il bisogno di un lavoro ulteriore che lo staff valuterà ed organizzerà, durante il tempo libero, prima dell’inizio dell’incontro successivo.

  Allegato 4 - VALUTAZIONE DEL RISCHIO

Esercizi di chiusura della sessione 


Obiettivo principale

Valutare l’impatto della sessione sui singoli partecipanti


Ulteriori obiettivi


  • Fornire un clima che faciliti la chiusura del gruppo. Es. evitare che i partecipanti  lascino il gruppo in preda a forti stati emotivi, che potrebbero non essere in grado di gestire

  • Facilitare le capacità di ascolto

  • Sviluppare capacità empatiche  

  • Consentire allo staff di verificare se durante il percorso sono stati raggiunti gli obiettivi.


Metodo

Un facilitatore del gruppo chiede ad ogni partecipante, a turno, di descrivere le cose che essi hanno appreso dal lavoro fatto, le emozioni registrate durante la giornata, i loro attuali stati d’animo e se ci siano delle azioni specifiche che pensano di intraprendere la settimana successiva. 


Note per i facilitatori 

  • Alcuni individui potrebbero aver bisogno di un supporto ulteriore o direttamente alla fine della sessione (fine giornata)  o attraverso un supporto offerto in un altro momento (es. dal case manager o da referenti di altri servizi per l’intervento aggiuntivo). Questo potrebbe risultare da sentimenti emersi attraverso un esercizio specifico o dall’identificazione di difficoltà nel corso delle varie sessioni, che non sembrano essere risolte. (Es.:ansia, umore depresso, rabbia ed impulsi sessuali).

  • I facilitatori del gruppo devono mettere in atto interventi specifici di sostegno qualora vengano identificati problemi di rischio. Sarà pertanto utile il coinvolgimento di altre figure professionali coinvolte nel progetto (educatori del carcere, personale sanitario, volontari) e, qualora lo staff lo ritenga utile al processo di cambiamento, richiedere un colloquio con la famiglia.

Manuale di trattamento
Manuale di trattamento
Per gli autori di reato sessuale
A cura di: Maura Garombo, Antonella Contarino, Fedrik Bordino, Carlo Rosso il Manuale è stato formulato sulla base del Northumbria Programme elaborato da: Gail McGregor, Roger Kennington, Maggie Dodds, Don Grubin del National Probation Service di Newcastle UK. Questo manuale nasce dal desiderio di trasmettere un modello di trattamento per i soggetti che hanno commesso reati sessuali, frutto di un’esperienza attuata dalla Società Italiana di Psicopatologia Sessuale (SISPSe) a partire dal 2009 presso la sezione per autori di reato sessuale della Casa Circondariale di Vercelli. Tale esperienza, iniziata dopo un periodo di formazione presso l’Unità di Medicina Legale della Newcastle University con il Prof. Grubin e con la supervisione del Prof Kafka della Harvard University, ha permesso lo sviluppo di un programma di trattamento di ispirazione cognitivo-comportamentale, che in Inghilterra è attuato da oltre 30 anni.  Il manuale, rivisitato a partire dall’esperienza inglese, è stato formulato sulla base della normativa italiana, si adatta sia al trattamento intramurario, sia territoriale e tiene conto delle caratteristiche del nostro ordinamento giudiziario e penitenziario. Il lavoro ha l’obiettivo di porsi come una guida pratica per i professionisti che si confrontano con “l’impresa” di realizzare un trattamento per soggetti il cui sintomo appartiene alla loro economia di godimento e, pertanto, così difficile da trattare. Il manuale propone un programma strutturato, dettagliato e scandito lungo la giornata di trattamento, basato sui fattori di rischio dinamici che sono alla base del comportamento d’abuso. Per ogni fattore dinamico sono fornite schede di lavoro con indicazioni delle fasi, tempi, materiali, tecniche da utilizzare nel lavoro individuale o di gruppo, nonché note per attenzionare i professionisti circa le criticità che possono insorgere nel lavoro terapeutico.