Come parlare dell’affettività ai ragazzi?

Nella società contemporanea, sempre più si osserva lo scollamento della dimensione affettiva da quella sessuale. Questa deriva, che certamente arriva a causa della società dell’immagine e della liberazione sessuale che tende a mettere in secondo piano gli aspetti di affettività per sottolineare la legittimità della ricerca del piacere, rischia di rendere più difficile l’avvicinamento alla sessualità sana che è imprescindibile dalla dimensione affettiva. 


Infatti, l’affettività, in tutto l’arco di vita, coinvolge una serie di fenomeni che caratterizzano le reazioni psichiche e non solo neuro-fisiologiche di un individuo e che assumono valore cognitivo ed esistenziali. Sono alla base delle relazioni umane fin dai primi istanti di vita, regolando lo sviluppo psichico e personale, i rapporti educativi e terapeutici e in generale il benessere psicologico degli individui. 


Tutte le dinamiche interazionali, come anche la sessualità, sono primariamente emotivo-affettive e di cura, queste stesse interazioni sono di primaria importanza per lo sviluppo affettivo e relazionale dell'individuo.

Qual è l’importanza di avere relazioni positive in tenera età? 

Il modo in cui noi impariamo a vederci e considerarci nasce dalle relazioni affettive primarie, ossia da quelle familiari e da tutte le relazioni che una persona instaura con altri emotivamente significativi. Le relazioni d’amore rappresentano appunto relazioni affettive (riferimento ai sistemi motivazionali di attaccamento e accudimento sopra citati). 


Proprio per questo motivo, le prime esperienze risultano di fondamentale importanza e aiutano a costruire le proprie sicurezze e identificare le fragilità. Quando queste esperienze risultano connotate da affetti ed emozioni negative, potranno provocare la messa in discussione della propria autostima e la sicurezza nell’esplorazione delle relazioni con l’altro (attivazione del sistema di agonismo, cooperazione, sessualità). 


Date queste premesse, all’interno di un percorso che voglia essere educativo e formativo nei confronti della sessualità, non può non essere considerata questa dimensione. In uno studio, gli autori Aringolo, e Gambino (2007), sottolineano come per gli adolescenti il significato di sessualità sia collegato direttamente alla parola “amore”, intesa come sentimento di espressione di bene, affetto e rispetto dell’altro. Solo in un secondo momento si sottolinea la caratteristica del sesso come atto di divertimento e intrattenimento.

Ma come si affronta il discorso sull’affettività all’interno delle mura scolastiche con ragazzi e ragazze adolescenti tra i 12 e i 15 anni?

Esistono diverse modalità possibili. In questa sede verrà presentata una delle tecniche classiche dell’educazione sessuale che è rappresentata dalla suddetta “love box”. Con “love box” facciamo riferimento a una scatola chiusa lasciata a disposizione del gruppo classe con la specifica annotazione di riempirla con biglietti anonimi riportanti i dubbi e le curiosità dei ragazzi e delle ragazze che non si osano, per i motivi più disparati, ad esprimere tali domande. 


L’obiettivo è di creare un dialogo con i ragazzi attraverso un brain-storming fornendo poi, dopo la discussione attiva, le eventuali risposte “corrette” per chiarire gli eventuali dubbi. É molto importante che nella fase di brainstorming il gruppo degli adolescenti dialoghi tra loro. È proprio in questa fase che emergono gli aspetti affettivi relazionali. Benché la relazione si giochi tra i banchi di scuola e non nell’intimità di una coppia, questo spazio permette di fare esperienza degli imbarazzi e della comunicazione su questi temi. 


Gli stessi conduttori giocano in questo momento un ruolo fondamentale. La coppia (possibilmente uomo/ donna, in modo che ogni partecipante si possa identificare) rappresenta l’esempio di una modalità relazionale dove le questioni sulla sessualità diventano elemento di dialogo e confronto emotivo e affettivo. 


Gli imbarazzi vengono sciolti con i sorrisi o ascoltati in modo empatico. Si agevola la comunicazione libera e non giudicante sottolineando l’importanza del sentirsi ascoltati e del rispetto reciproco, elementi che permettono sia la costruzione di legame ma anche l’esplorazione delle fantasie e del desiderio sessuale.

Molte delle domande poste dai ragazzi riguardano la prima volta, come si può discutere di questo argomento tanto richiesto? 

La prima volta suscita negli adolescenti una serie di emozioni, ma è caratterizzata anche da timori e ansie. È importante spiegare ai ragazzi che è tutto comprensibile. Ma cosa succede se le aspettative non vengono soddisfatte? È bene far comprendere agli adolescenti che la prima volta non è un punto di arrivo ma, un punto di partenza per scoprire pian piano cosa piace a noi e al proprio partner ed esplorare la propria sessualità.

Un’altra domanda richiesta dagli adolescenti è come avere una relazione d’amore funzionale? 

Durante l’incontro sull’affettività abbiamo cercato di delineare dei possibili ingredienti per una relazione d’amore, suddividendoli in tre macroaree differenti, contenenti al loro interno le caratteristiche necessarie. Con i colleghi abbiamo ritenuto necessario trattare il tema della comunicazione efficace, dando ai ragazzi la definizione dopo aver fatto un brainstorming per conoscere le loro competenze. 


Parlando di comunicazione abbiamo proiettato una tabella con delle frasi poco funzionali trasformandole attraverso una comunicazione efficace in frasi utili all’interno delle relazioni. L’obiettivo di quest’ultima parte è quello di far comprendere ai ragazzi come poter esprimere quello che sentono per aumentare la oro capacità comunicativa. 


È importante che gli insegnati facciano apprendere agli alunni una modalità di comunicazione efficace per migliorare le relazioni tra pari.

Educazione all'affettività e alla sessualità
Educazione all'affettività e alla sessualità
Affrontare il tema della sessualità in adolescenza
A cura di: Carlo Rosso, Antonella Contarino, Massimo Bartoli, Marco Corica, Simone Magno, Marcello Paltrinieri, Sofia Minni, Domiziana Ponticelli, Veronica Tatti, Erica Cosentino, Daniele Demeglio, Elena Santucci, Maura Garombo La richiesta di interventi educativi rivolti ad adolescenti in merito all’infinito crogiulo della loro sessualità tesa traemozioni, modi di pensare, bisogni di essere, capacità di desiderare e modi di godere, è in rialzo. A sollecitarlisono spesso insegnanti o genitori in difficoltà verso l’esplosione quasi epidemica delle nuove espressioni divarianza di genere dei loro allievi e figli. Gender fluid, Genderqueer, Agender, Bigender, Transgender,Greygender, Crossdresser, Drag Queen, Drag King, sono terminologie che, oltre ad indicare particolari posizioniassunte dall’adolescente rispetto al tradizionale binarismo di genere, incombono enigmaticamente su genitoridisorientati. In questo confuso contesto di bisogni e aspettative accade pure che si confonda l’agire educativo conl’atto terapeutico. Si auspica che il primo operi anche nella direzione del secondo, ma è bene tenere distinti icampi.