Orientamento sessuale e identità di genere

IDENTITÀ DI GENERE - INTRODUZIONE 

L’adolescenza, nell’ambito dello sviluppo, è considerata una fase molto delicata. Nello specifico, il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta è una sfida complicata. Questo cambiamento richiede l’abbandono del modello dipendente dai genitori e maggiormente focalizzato su se stesso, a favore dello sviluppo del modello adulto, che è caratterizzato dall’indipendenza e dall’inserimento all’interno dei rapporti sociali, anch’essi complessi. In questo periodo fortemente vulnerabile, definito dal confronto con numerose trasformazioni che avvengono nell’ambito bio-psico-sociale, l’adolescente può porsi delle domande sul proprio orientamento sessuale e sulla propria identità di genere. In questo periodo, un adolescente può non sentirsi maschio, e tantomeno femmina, e può non porsi il problema; al contrario, un adolescente può sentirlo come un problema molto pesante, e sentirsi come “un maschio intrappolato nel corpo di una donna”, o viceversa.

Che cos’è l’identità di genere? 

L’identità sessuale viene intesa come una “sottostruttura del funzionamento sessuale” (Silvaggi M., p.3). Nello specifico, l’identità di genere si riferisce alla concezione di sé come uomo, donna o transgender; viene inoltre definita come il senso intimo, profondo e soggettivo di essere una ragazza, una donna, una femmina. Oppure, come il senso intimo, profondo e soggettivo di essere un ragazzo, un uomo, o un maschio; una combinazione tra maschile e femminile; o un genere alternativo.

Che cos’è il questioning? 

Gli adolescenti in questa fase della vita potrebbero dover affrontare il fenomeno del “questioning”, un termine inglese che descrive coloro che stanno imparando, esplorando o che si stanno sperimentando con il loro orientamento sessuale o con la loro identità di genere. Dover mettere in discussione il proprio genere sessuale può portare a uno stato confusionale, soprattutto in quei casi dove non si ha un’approfondita conoscenza dell’estrema e variabile declinabilità delle identità di genere. La difficoltà del processo di chiarimento, della discordanza percepita tra sesso assegnato alla nascita, le relative aspettative sociali, i pattern di attrazione sessuale e romantica e/o la non conformità al ruolo e all’idea di genere mette in evidenza la necessità di portare alcuni chiarimenti.

Qual è la differenza tra orientamento sessuale e identità di genere? 

Bisogna fare attenzione a non confondere l’orientamento con l’identità di genere, perché sono due cose molto diverse. Per identità di genere intendiamo quella componente psicologica che risponde alla domanda “a quale genere sessuale sento di appartenere”. Alla nascita veniamo biologicamente etichettati come “maschile o femminile”, invece l’identità di genere rappresenta proprio quella che è la percezione di appartenenza all’altro sesso. Con orientamento sessuale, invece intendiamo quella componente che risponde alla domanda “da chi siamo attratti?”, sia di tipo romantico, che sessuale.

Cosa significa “gender-fluid”? 

Identificarsi come gender-fluide, ossia “identità sessuale fluida”, vuol dire cercare di abbattere i confini dei pilastri contemporanei dell’identità sessuale. Essere fluidi significa anche nel rapporto con i partner: per gli adolescenti di oggi è normale avere esperienze sessuali sia con i ragazzi, sia con le ragazze. In questo modo, riescono ad ottenere una maggiore sperimentazione di se stessi per capirsi e conoscersi meglio, senza sentirsi costretti in un ruolo o in una definizioni.

Cosa significa “genderqueer”? 

Il termine “genderqueer” indica tutti coloro che non si identificano nel binarismo di genere, cioè la concezione secondo la quale ogni individuo debba identificarsi nei generi della cultura dominante (maschile e femminile). Derivante dalla cultura anglosassone, il termine queer vuol dire “eccentrico”, “strano”, e in senso fortemente negativo e dispregiativo “finocchio”, “frocio”. Ma, durante gli anni ’90, le persone etichettate come “queer” hanno deciso di riappropriarsi del termine, coniugandolo in senso positivo. Gli individui genderqueer usano pronomi diversi per riferirsi a se stessi, che possono includere anche ella/lei, egli/lui, essi/ loro e i neopronomi. Alcuni preferiscono che venga usato un linguaggio che sia il più possibile neutro, altri invece preferiscono che vengano evitati i pronomi personali e che si usi solo il loro nome.

Cosa significa “cisgender”? 

Il termine “cisgender” [dell’etimologia della parola: Cis = al di qua; Trans = al di viene] usato per riferirsi alle persone il cui sesso biologico è allineato all’identità di genere.

Cosa significa “transgender” e “transessuale”? 

Il termine “transgender” viene usato per descrivere quelle persone che non si sentono conformi con il sesso che gli è stato assegnato alla nascita. È un termine che viene anche utilizzato da coloro che non riescono a riconoscersi e ad identificarsi nei modelli socio-culturali attuali di identità e ruolo di genere, e che li percepiscono come troppo restrittivi per l’espressione del proprio genere. Mentre con il termine transessuale si identificano coloro che vivono la stessa discordanza tra l’identità di genere ed il sesso assegnato alla nascita, ma che chiedono alla scienza medica una domanda di modificazione dei caratteri primari e secondari.

Cosa significa “non-binary”? 

Il termine “non-binary”, viene usato per coloro che sono al di fuori del cosiddetto binarismo di genere, cioè che non si sentono corrispondente né al genere maschile né al genere femminile. È stato specificato che questi vengono definiti “termini ombrello”, ossia parole che vengono usate per riferirsi ad un ampio range di definizioni. Parlando di identità non-binarie, ci si può riferire ad un’ampia gamma di identità diverse e di possibili modalità in cui le persone possono esperire il proprio genere, come per esempio: 


  • un’assenza di genere (agender), 
  • una presenza di più di un genere (bigender, pangender), 
  • una fluttuazione tra diversi generi (genderfluid), 
  • l’identificazione con un genere neutro, (terzo genere) 
  • oppure un parziale identificazione con l’essere uomo o donna (demiboy o demigirl). 


La categorizzazione sessuale è una circostanza che è presente in ogni azione umana: ogni ambito della vita pratica degli esseri umani può essere ricondotta all’identità di genere, cioè all’essere uomini o donne. Il non-binarismo irrompe in questo scenario come testimonianza-biologica, sociale e culturale- della possibilità di esistenze che tradiscono e segnalano il limite del ricorrere a due sole categorie.


Cos’è l’omofobia? 

Il termine “omofobia” (fobia operante come una forma di pregiudizio) viene utilizzato per definire la paura irrazionale, l’intolleranza, nei confronti delle persone omosessuali da parte della società eterosessista. 


Cos’è l’orientamento sessuale? 

Con questo termine, ci si riferisce ad una attrazione di tipo romantico e/o sessuale, nei confronti di un’altra persona. L’orientamento sessuale, può essere di tipo omosessuale, quando l’attrazione sessuale è rivolta verso persone che si identificano nel nostro stesso genere, ma può anche essere un orientamento di tipo aromantico, in questo caso, può essere presente una parziale o totale assenza di attrazione romantica nei confronti dell’altro, con la possibilità di provare comunque un’attrazione di tipo sessuale. 


Cos’è l’omofobia interiorizzata? Può essere un problema? 

L’omofobia interiorizzata può strutturarsi nei casi in cui si ha una prevalenza di sentimenti negativi da parte di persone omosessuali rispetto non solo a sé stessi ma anche nei confronti degli altri. 


Nell’omofobia interiorizzata si ha un’accettazione passiva, di solito inconsapevole, di tutti i pregiudizi e le opinioni discriminatorie tipici della cultura omofoba. 


Tale condizione può ostacolare la formazione di una propria identità sessuale, portando allo sviluppo di particolari condizioni psicopatologiche, quali: disturbi da attacco di panico, disturbi d’ansia, depressione o disturbi dell’umore, abuso o dipendenza da sostanze, vissuti di disagio clinicamente significativi come le distorsioni cognitive, uno scarso senso di autoefficacia, ideazioni, fino ad arrivare a veri e propri tentativi suicidiari. Un fattore che senz’altro può controbilanciare l’omofobia interiorizzata è la ricerca di vicinanza da parte di persone omosessuali, con altri individui che condividono caratteristiche simili, con le quali è possibile ritrovare la medesima visione del mondo.

Educazione all'affettività e alla sessualità
Educazione all'affettività e alla sessualità
Affrontare il tema della sessualità in adolescenza
A cura di: Carlo Rosso, Antonella Contarino, Massimo Bartoli, Marco Corica, Simone Magno, Marcello Paltrinieri, Sofia Minni, Domiziana Ponticelli, Veronica Tatti, Erica Cosentino, Daniele Demeglio, Elena Santucci, Maura Garombo La richiesta di interventi educativi rivolti ad adolescenti in merito all’infinito crogiulo della loro sessualità tesa traemozioni, modi di pensare, bisogni di essere, capacità di desiderare e modi di godere, è in rialzo. A sollecitarlisono spesso insegnanti o genitori in difficoltà verso l’esplosione quasi epidemica delle nuove espressioni divarianza di genere dei loro allievi e figli. Gender fluid, Genderqueer, Agender, Bigender, Transgender,Greygender, Crossdresser, Drag Queen, Drag King, sono terminologie che, oltre ad indicare particolari posizioniassunte dall’adolescente rispetto al tradizionale binarismo di genere, incombono enigmaticamente su genitoridisorientati. In questo confuso contesto di bisogni e aspettative accade pure che si confonda l’agire educativo conl’atto terapeutico. Si auspica che il primo operi anche nella direzione del secondo, ma è bene tenere distinti icampi.